angelo

Sono sempre stato molto curioso e odiato bandiere di ogni sorta. Sicuramente Ida Presti e Julian Bream fra tutti hanno segnato il mio modo di concepire il suono della chitarra

 Quando inizia la tua passione per la chitarra ?

Ciao Alessandro, innanzitutto grazie per questa intervista. Un saluto va ai lettori di News for Guitar con l'augurio che diventi presto una realtà importante nel panorama chitarristico. 

Comincia tutto da piccolissimo. A 3/4 anni. Mio padre è un eccellente musicista, suona il basso elettrico e fin da piccolissimo le mie orecchie ascoltavano i Wether Report, Pat Metheny, Chick Korea. Andavo alle prove di mio padre la sera con il suo gruppo e quel mondo divenne per me totalmente familiare. Non ricordo, se devo essere onesto, quando è nata la passione. Ricordo però che nella soffitta della casa che era della mia nonna paterna, c'era una chitarra. Un giorno in particolare mi soffermai a guardarla più di altre volte e fui incuriosito al punto di chiedere a mio padre di cominciare e allora iniziò tutto. Avevo circa 9 anni. Mio padre dopo pochi giorni in cui lo strumento era sotto le mie mani, dopo avermi spiegato i principi del solfeggio e l'impostazione fu subito ricoverato in ospedale per un piccolo problema. Al suo rientro a casa io già leggevo e suonavo senza problemi. Mi portò allora da un allievo di Ruggero Chiesa, Benedetto Cavataio, che mi fornì i primi insegnamenti accademici, testi e opere che divoravo letteralmente. Già a 13 anni tenni il mio primo recital: suonai il Nocturnal di Britten, Preludio Fuga e Allegro di Bach e altre opere importanti. A quel punto fui indirizzato a Gilardino è partii da Partinico per studiare a Biella all'Accademia Perosi. Finita l'Accademia con il massimo dei voti e dopo aver vinto i primi concorsi, a 19 anni, a causa di un brutto incidente mi sono lesionato un tendine della mano destra e mi sono fermato per 4 anni. Duro lavoro, forza di volontà e determinazione hanno permesso la mia guarigione e il rientro all'attività. Adesso sono qui.

Quali sono stati i tuoi punti di riferimento chitarristici ?

Sono sempre stato molto curioso e odiato bandiere di ogni sorta. Sicuramente Ida Presti e Julian Bream fra tutti hanno segnato il mio modo di concepire il suono della chitarra. La Presti fra le altre cose ha origini Partinicesi, la mamma era del mio paese. Luigi Biscaldi e Angelo Gilardino sono le persone che hanno formato profondamente il mio percorso musicale. A loro devo moltissimo. Più che altro ho ascoltat musicisti non chitarristi: Michelangeli, Horowitz, Heifetz... ho imparato molto più dalla Jaqueline du Prè e da Gustav Leonhardt che dall'ascolto dei chitarristi.

 

Quanto credi sia importante la musica da camera nella formazione di un chitarrista ?

Suonare musica da camera è molto importante nella formazione di un allievo e nella vita di un musicista. Il modo di intendere il fraseggio, il suono, si formano e si rifiniscono in modo completo. Ad un musicista che non si occupa di musica da camera mancherà sempre qualcosa. Il repertorio è splendido e ancora poco esplorato. Per me è fondamentale r nella mia attività di musicista, l'80% dei miei progetti versa su questo genere.

 

Quale repertorio preferisci eseguire in concerto ?

In realtà non ho una predilezione per un repertorio in particolare. Nel tempo, le scelte sono dipese dallo studio, dalle esigenze artistiche, dalla ricerca... La musica del Novecento e la musica Contemporanea sono state per anni sotto la mia lente di ingrandimento. Ci sono bellissime opere anche nel periodo classico e romantico e da circa tre anni sto facendo ricerche approfondite sulla musica barocca. È un mondo meraviglioso.

Se la musica è scritta bene, con criterio e mi piace, la suono volentieri indipendentemente dal periodo storico. Sicuramente mi guardo bene dal suonare tutto allo stesso modo. Non si può suonare Aguado come Henze. Una cosa è certa, se non si conosce bene la musica del periodo barocco, classico e romantico non si può suonare bene la musica del novecento. Sai quante volte ho visto cadere miseramente illustri interpreti della musica contemporanea sulla corretta esecuzione di una appoggiatura musicale? 

Ci sono degli aspetti chiari e netti che determinano la differenza tra musicista e strumentista. Io cerco di non appartenere mai alla seconda categoria. La musica è qualcosa che viene da dentro, intima. Se non la si vive interiormente meglio darsi ad altro.

 

La chitarra soffre oramai da anni il problema di non essere protagonista delle stagioni concertistiche dei grandi teatri, cosa credi sia necessario fare per risolvere questo problema ?

Non so se c'è un rimedio. E non credo oggi sia un problema che riguarda solo la chitarra. La maggior parte dei chitarristi continua ancora a proporre sempre la solita solfa con programmi poveri di contenuti, varietà e originalità. Ad onor del vero ci sono anche molti giovani che suonano ad altissimo livello e che propongono programmi seri e fanno sperare bene per il futuro. È altrettanto vero che i teatri e le associazioni concertistiche in generale soffrono un periodo in cui la gente va sempre meno ai concerti. Educare alla musica vera e fatta in un certo modo fin dai primi ordini e gradi scolastici può essere una strada. Per quel che mi riguarda sto vedendo piccoli risultati di giorno in giorno. Mi impegno molto in tal senso. Più che per gli addetti ai lavori e per gli appassionati di età adulta bisognerebbe suonare per i giovani.

 

Quanto la tua terra ha influenzato il tuo essere artista ?

La Sicilia rappresenta il mio mondo interiore e tutto quello che sono quando suono. La musica è una parte molto importante della mia vita, ma non l'unica. Il mio modo di suonare nasce dal mare di Trappeto in inverno, dal porto di Castellammare mentre passo una bella giornata di sole in estate con Serena, i miei genitori, i miei affetti più cari, le montagne che mi fanno pensare ai miti greci, bizantini; Palermo meravigliosa, araba e normanna e le serate passate tra quelle meraviglie con mia moglie; Monreale, la terra arida, il sole cocente e il vento forte che porta odore di salsedine e di fiori. La chitarra, come ti dicevo è importantissima per me, ma è incassata nella vita assieme a molte altre cose senza le quali nulla avrebbe senso, nemmeno la musica stessa. Gli affetti e le semplicità di ogni giorno come il Golfo che si vede dalla finestra di casa mia.

 

Sicilian Music , un disco intenso ed emozionante ; come ti approcci alla musica di Angelo Gilardino ?

Sicilian Guitar Music è un disco al quale tengo molto poiché registrato (assime al monografico su Bogdanovic) in un periodo piuttosto particolare della mia vita e che segna la fine di un percorso interpretativo e l'inizio di uno nuovo. È uscito per Brilliant Classics l'1 agosto scorso e comprende la raccolta di opere che Gilardino ha scritto per la Sicilia a partire dal 2012. 

Il Concertino di Hykkara per chitarra e orchestra da camera, scritto nel 2012, registrato nella sua seconda versione sotto la sapiente direzione di Giuseppe Crapisi con i Fiati dell'Orchestra da Camera Siciliana e Gliarchiensemble. La Suite per chitarra e clavicembalo Au Pays Parfumè registrato ed eseguito in prima assoluta con la straordinaria Adalgisa Badano e infine due lavori per chitarra sola, la sonatina Parthenicum e il Capriccio Etneo. Il cd è stato registrato presso il MERLO Rec Studio dell'ottimo Francesco Passannanti con il quale ormai c'è sodalizio solido come una quercia e che negli anni ha visto diventare il MERLO punto di riferimento in Sicilia per quanto riguarda le registrazioni di musica classica e non solo. È dedicato a Rossella Speciale, una giovane chitarrista scomparsa prematuramente anni fa a causa di un brutto male.

Au Pays Parfumé è una delle opere più belle e intense che Gilardino ha mai scritto. Quando parlai al maestro della nascita del mio duo con la Badano e gli chiesi di scrivere un lavoro per questa formazione, ci pensò su un attimo ma poi accettò ed ha fatto bene: èvenuto fuori un capolavoro. La madre di Gilardino era da poco scomparsa e il quarto tempo, una Preghiera di una bellezza infinita, mi piace pensare sia stato scritto nel ricordo della mamma. Non me lo ha mai confermato nè detto chiaramente ma io credo sia così. 

Nel disco c'è tutta la mia terra: dai Greci ai Bizantini, i templi e i miti greci; gli Arabi i Normanni e i Borboni. Gilardino non scrive le opere descrivendo paesaggi reali ma affidandosi alla sua fantasia, alla sua enorme cultura, alle sue conoscenze letterarie e artistiche immaginando cosi la Terra dei Re e dipingendola in musica. Mi trovo completamente a mio agio nell'interpretare queste opere, gioco in casa, e ne sono molto soddisfatto. Spero piacerà alla gente che vorrà ascoltarlo. Il mio approccio alla musica di Gilardino come per il resto delle opere del repertorio chitarristico verte soprattutto sulla scelta (prima di tutto) di materiale musicale scritto con mestiere, poesia e pertinenza chitarristica. Nessuno come Gilardino, tra i chitarristi compositori del '900 e contemporanei, ha tracciato una strada così profonda e interpretare i suoi lavori è pienamente gratificante, sempre: il duro lavoro per la risoluzione delle insidie tecniche e musicali trova riscontro e soddisfazione totale nel risultato finale.

Ha lasciato alla chitarra un patrimonio inestimabile e la sua opera definito una nuova concezione chitarristica.

Oggi è uno dei miei migliori amici e ne sono onorato.

 

Oltre ad una intensa attività concertistica dedichi molto tempo alla didattica , come vedi il futuro dei giovani chitarristi ed in cosa il nostro paese dovrebbe cambiare per permettere di avere sbocchi lavorativi per la nostra professione?

L'insegnamento è per me importantissimo. Penso a quando da ragazzo andai via dalla mia amata Sicilia per studiare. Ogni mese partivo con sacrifici enormi e duro lavoro. Oggi cerco di far capire ai ragazzi che l'attenzione, costanza, serietà e competenza sono fondamentali per ottenere risultati in questo mestiere. Bellissimo lavoro, anche divertente in certi casi, ma mai un gioco. Bisogna avere spirito di sacrificio e chi non è pronto a ciò non si lagni se i risultati non arrivano: il risultato è una conseguenza a ciò che viene dato in termini di fatica e impegno. Il consiglio che posso dare ai giovani studenti è quello di lavorare seriamente, senza riserve, al repertorio importante dello strumento, senza farsi abindolare dai facili effetti e dalla tecnica fine a se stessa, di non pensare mai all'ego e di mettere tutte le proprie energie al sevizio della musica, quella di valore, di essere se stessi sempre: la musica fa trapelare tutto, sincerità e falsità dell’essere.

 

Che chitarra utilizzi ?

Attualmente suono una copia della Hauser di Segovia costruita da Giuseppe Guagliardo nel 2008. Uno strumento al quale sono molto affezionato per diversi motivi e che mi soddisfa molto.

 

I tuoi progetti per il futuro ?

Sto lavorando ai prossimi concerti in Germania, Austria e Italia e ad alcuni progetti discografici: uno su Bach, uno sulla musica spagnola del 900, l'integrale di Tansman e l'integrale della musica per due chitarre di Gilardino in duo con Alberto Mesirca.

Ci sono poi dei progetti che mi vedono in veste direttore artistico: uno su Gino Marinuzzi e uno su Ida Presti; Masterclass.... E ovviamnte la mia famiglia, mi sono sposato da nemmeno un mese


Canale Yoube

Video of the day

">

Cerca nel sito

Rubriche

Image 20 Aprile 2017
Flamenco
Image 03 Aprile 2017
Tecnica
Image 24 Febbraio 2017
Il concerto di Nicolò Renna

Edizioni Musicali

Image 29 Marzo 2018
That's it!
Image 24 Febbraio 2017
25 POP STUDIES

Più letti

Lunedì, 16 Ottobre 2017
Guitarlift - supporto per chitarra
Domenica, 05 Febbraio 2017
Carlo Francesco Defranceschi
Martedì, 27 Marzo 2018
Massimo Varini
Lunedì, 27 Febbraio 2017
Cristiano Poli Cappelli
Mercoledì, 31 Maggio 2017
Diego Campagna

CD

Image 13 Febbraio 2017
Tansman
Image 05 Febbraio 2017
Alessandro Minci
Image 05 Febbraio 2017
Nicola Montella

Ultime news

Lunedì, 27 Gennaio 2020
Incontro con Maurizio Lucchetti
Giovedì, 23 Gennaio 2020
Pierluigi Colangelo - Oltre il Classico
Venerdì, 20 Aprile 2018
Miguel Llobet , La forza del talento
Venerdì, 06 Aprile 2018
ESTEVE Guitarras Artesanas