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Incontro con il Chitarrista Jazz Fabio Macera

Fabio Macera

CD AspettandoTe

Qual è stato il percorso musicale che ti ha portato a sviluppare il tuo stile jazz unico? C’è stato un momento o un artista specifico che ha influenzato particolarmente il tuo modo di suonare?

 Il mio modo di suonare è frutto di un percorso lungo e abbastanza articolato sono stato sempre affascinato dalla chitarra moderna e dal jazz soprattutto, Nel tempo ho sempre praticato anche altri generi musicali e studiato chitarra classica sono arrivato al mio stile attingendo da diversi mondi musicali e ad essere sincero fino in fondo la pandemia è stata determinante perché ho avuto il tempo per sperimentare in sola chitarra qualcosa che rispecchiasse il mio modo di essere a livello musicale quindi possiamo dire che da un evento tragico come quello Pandemic o è venuto fuori qualcosa di buono almeno per quanto mi riguarda

 

Le tue composizioni sono tutte originali. Come nasce un tuo brano? Parti da un’idea specifica, da un’emozione o improvvisi e poi sviluppi da lì?

Allora devo dire che da sempre ho avuto l’impulso di scrivere musica originale anche poco più che ventenne mi sono cimentato con la possibilità di dare vita a composizioni miei. Quando scrivo un brano la cosa che più di tutte mi muove a farlo l’esigenza di esprimere un’emozione specifica in merito a un fatto che sto provando e sentendo particolarmente dentro di me non c’è nessuna delle mie composizioni che non sia ispirata da un fattore emotivo difficilmente orare amente mi siedo e penso ora scrivo qualcosa.

Il processo nasce sempre da un impulso di carattere emotivo la modalità con cui scrivo nasce da una cellula melodica e piano piano sviluppò un’idea ma da subito si manifesta in maniera chiara quella che sarà l’idea generale del componimento è qualche cosa che viene passo passo non so spiegarlo

 

Il jazz è un genere molto ampio e ricco di influenze diverse. Quali correnti jazzistiche o altri generi musicali influenzano maggiormente le tue composizioni?

 Diciamo che io sono principalmente affascinato dalla Chitarre e dalla versatilità che questo strumento a riguardo i vari stili e generi musicali. Diciamo che se dovessi citare delle influenze specifiche sicuramente all’inizio la musica di Pino Daniele è stato un veicolo per avvicinarmi a sonorità più jazzistica subito dopo potrei citare sicuramente George Benson Lee Ritenour Larry carlton , Earl Klugh.Il tutto condito da un massiccio ascolto di popolar Music da Steve Wonder  ai Beatles Principalmente. Ma diciamo che ciò che mi ha sempre affascinato è la melodia la canzone d’autore da qualsiasi punto provenga purché  mi emozioni

 

C’è un tema o un messaggio che cerchi di esprimere attraverso la tua musica? Qual è il filo conduttore dei tuoi lavori?

Principalmente Cerco innanzitutto di produrre una musica che sento fortemente il mio mondo musicale poi l’obiettivo è logicamente arrivare a più persone possibili ed essere apprezzato per quello che faccio in un mondo molto veloce dove è tutto finto mi piace l’idea di creare qualcosa di vero strumento nella speranza che possa emozionare che mi ascolta

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La composizione jazz è spesso vista come un dialogo tra tecnica e istinto. Come bilanci questi due elementi quando componi e suoni?

C’è stato un periodo della mia vita dove l’improvvisazione l’istintività erano al centro,  nel tempo ho imparato a dosare  Questi due aspetti nel mio modo di fare musica . Oggi cerco di trovare il giusto equilibrio tra composizione di improvvisazione sempre in funzione del brano per cercare di dare vita a un prodotto che sia in equilibrio con la mia visione musicale generale. È logico che dal vivo la creatività e l’improvvisazione possono prendere piede ma un lavoro registrato richiede una sintesi differente e un lavoro alla base in grado di generare un prodotto definito

 

Cosa pensi distingua il jazz italiano da quello internazionale? Pensi che le tue radici culturali italiane abbiano un’influenza nel tuo modo di fare jazz?

 Sincerità credo che solo noi facciamo una distinzione jazz e jazz, Credo che c’è stato un tempo dove queste differenze erano più marcate oggi invece si tende a uniformare un po’ l’idea di Jazz aldilà della sua provenienza. A me interessa principalmente la visione jazz nel fare musica che mi dà con la libertà di esprimermi guardando le cose da una prospettiva differente più creativa ma sempre al servizio della musica

 

Come vedi il ruolo della chitarra nel jazz contemporaneo, e come cerchi di innovarlo con il tuo stile personale?

Sinceramente non riesco a dare una definizione oggi Chitarra Jazz contemporanea, Il mio modo di vedere la chitarra sono cosciente che il Jason è una componente fondamentale ma insieme ad altri stili non meno importanti. Anzi credo che si sta andando sempre di più nella direzione di globalizzare la musica moderna con la chitarra in qualche cosa di più ampio non solo ascrivibile solo al jazz

 Fabio macera

Ci sono delle collaborazioni con altri musicisti che vorresti realizzare in futuro? C’è qualcuno in particolare con cui ti piacerebbe sperimentare?

Ultimamente mi è capitato di collaborar e con chitarrista francese molto bravo Bob Bonastre , Magari in futuro con lui faremo qualcosa. Una cosa che vorrei fare da tempo invece è un disco in trio di composizioni originali sempre Mio da condividere con altri chitarristi colleghi che ho incontrato nel mio percorso da quando ero molto giovane fino a oggi questa è una cosa che mi piacerebbe molto fare

 

 Suonare dal vivo e registrare in studio sono due esperienze molto diverse. Quale delle due preferisci e in cosa si riflette questa preferenza nel tuo lavoro?

 Indubbiamente sono due cose differenti quando registri dei vita a qualcosa che rimarrà per sempre e tendi a essere più concreto possibile , dal vivo ti prendi il rischio di fare anche dell’altro ma il bello è proprio questo.

Indubbiamente suonare dal vivo mi permette di dare vita a qualcosa di unico cristallizzato in uno specifico momento irripetibile se vogliamo ogni live è a se , Quindi diciamo che suonare dal vivo lo preferisco anche se poi alla fine dal vivo porto quello che ho registrato quindi strade si incontrano

 

 C’è un consiglio che daresti a un giovane chitarrista che vuole intraprendere la strada delle composizioni originali nel jazz?

Il consiglio che mi sento di dare è quello di essere curiosi se si vuole scrivere musica propria che sia Jazz o altro non si può prescindere dal conoscere la musica fatta da altri. Quindi bisogna imparare trascrivere tirare giù Accordino e Musicali che ci piacciono e ci emozionano nel corso del tempo questo lavoro dalla vita la nostra coscienza musicale solo allora saremo pronti a fare composizioni nostri che saranno il frutto di quanto abbiamo assimilato E studiato nel corso del tempo .

È qualcosa che si rinnova sempre tutt’oggi continua sonarmi a musiche che non conosco e cerco di far le mie e Arricchisco il mio bagaglio